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Il mondo brucia

Il mondo brucia.

Barack Obama si era proposto per due volte come pacificatore dei principali conflitti internazionali; per due volte è stato eletto anche per la fiducia in questo obiettivo e ha poi incassato un premio Nobel per la pace. Eppure l'intervento americano non si è mai rivelato risolutivo, al contrario in alcuni casi ha esasperato e precipitato talune situazioni.

In tutto il Medio Oriente è guerra! Palestina, Siria, Iraq, muoiono in centinaia di migliaia. Ma non si fronteggiano eserciti sui campi di battaglia, né sono i soldati a cadere sotto il fuoco delle armi nemiche. No! Miliziani fanno strage di civili, spesso cogliendoli nel sonno, bombardando case e campi profughi, radendo al suolo scuole e ospedali, massacrando prioritariamente bambini, donne e anziani, poiché intervenendo contro i deboli e gli indifesi il contatore degli obiettivi abbattuti accresce velocemente.
Sono mossi dai loro deliranti fondamentalismi, come nel caso dell'Isis, oppure…

La settimana XI

1) In Medio Oriente ci sono troppe armi
http://www.internazionale.it/video/2016/05/24/medio-oriente-troppe-armi

Video-intervista (dura circa 5 minuti) al professor Robert Springborg del King’s College di Londra a riguardo della quantità di armamenti presenti nel medio-Oriente e nel nord Africa, che ne fanno le regioni più militarizzate al mondo, anche in termini di spesa economica e relativamente ai bilanci dei vari stati.

2) Tutte le bugie delle foto di Instagram
http://www.wired.it/mobile/app/2015/09/18/bugie-foto-di-instagram

Le scelte editoriali contano, eccome. Come sarebbero molte delle foto postate su Instagram senza il taglio ad hoc che le decontestualizza, favorendo il dettaglio? Lo mostra una fotografa di Bangkok, Chompoo Baritone, che ha creato una serie di immagini per spiegare con ironia la selezione che c’è dietro ad ogni scatto pubblicato

3) Sono stato tre anni detenuto in isolamento e vi dico che è tortura
http://www.internazionale.it/video/2016/0…

La settimana X

1) Pestati e uccisi: così la Turchia accoglie i siriani in fuga
http://ilmanifesto.info/pestati-e-uccisi-cosi-la-turchia-accoglie-i-siriani-in-fuga

Dall’agosto 2015 le frontiere sono ufficialmente chiuse e chi riesce ad entrare lo fa con l’aiuto di trafficanti di uomini o attraversando illegalmente il confine, a rischio della vita: «Mentre i funzionari turchi dicono di accogliere i rifugiati siriani con confini aperti e braccia aperte, le loro guardie di frontiera li uccidono e li picchiano – spiega Gerry Simpson, ricercatore di Hrw – Sparare a uomini, donne e bambini traumatizzati che scappano da un contesto di guerra è orrendo».

E se con una mano Bruxelles copre i crimini dell’alleato turco, dall’altra le forze della coalizione occidentale anti-Isis realizzano il sogno che il presidente turco Erdogan ha nel cassetto da un po’: una zona cuscinetto al confine con la Siria, ovviamente in territorio siriano, con cui tenere alla larga i rifugiati e allo stesso tempo isolare i…

Tra Schengen e il TTIP

Una decina di anni fa, specie grazie all'applicazione di Schengen, la retorica politica era quella del "in prospettiva, fra 10 anni potrai viaggiare come ti pare, andare dove ti pare, fare quello che ti pare. Basterà la carta d'identità".

E un po' è così: se il prossimo weekend volessi visitare una capitale europea, mi basterebbe andare sul sito di una compagnia low cost, pagare con carta di credito e stampare il biglietto (anzi, ora c'è l'app mobile e posso anche non farlo).
Meno di 100€ A/R e meno di 2 minuti per l'operazione. Bello.

Oggi tuttavia sembra si stia invertendo questa tendenza: da una parte, si stanno mettendo in forte discussione proprio quegli accordi e in un futuro prossimo persino noi potremmo avere difficoltà a muoverci all'interno dei nostri confini; dall'altra parte, peggio invece quanto sta accadendo ai confini dell'Europa, dove decine di migliaia di profughi in fuga dalla guerra si vedono sollevare muri e recinzioni per respingerli, dove un paese…

La settimana IX

1) L’Europa tiene in ostaggio i profughi a Idomeni
http://www.internazionale.it/reportage/2016/05/06/idomeni-profughi-grecia

Un preciso e approfondito sul campo profughi di Idomeni, comprensivo di foto. Da leggere, assolutamente.

Idomeni è il più grande campo profughi della Grecia, “la Dachau dei nostri giorni”l’ha definita il ministro dell’interno greco Panagiotis Kouroublis. Una distesa di tende lungo la ferrovia al confine con la Macedonia. Dove prima c’era un valico per accedere alla rotta balcanica verso l’Europa occidentale, ora c’è una recinzione pattugliata dai militari; metri e metri di filo spinato.

Da questa parte del confine da circa due mesi vivono accampate dodicimila persone, il 40 per cento di loro sono bambini. Tra gli abitanti del campo ci sono circa seicento donne incinte, secondo Medici senza frontiere. Molte viaggiano da sole con i figli. I mariti sono partiti prima di loro per raggiungere l’Europa, con la promessa di ricorrere ai ricongiungimenti…

Idomeni, giorno sette

Abbiamo girato questo video di 25 minuti, che vi offre una panoramica completa della composizione del campo profughi e di quelle che sono le sue principali problematiche.

Se non vi piacciono i rifugiati che vengono nel vostro paese, allora smettetela di votare per politici che amano bombardare gli altri paesi

Idomeni, intervista a Nohar

Sabato abbiamo intervistato Nohar, 21 anni, iracheno. Vive sul treno occupato, insieme ad altri profughi. Ha dovuto fuggire da Mossul, la città conquistata e diventata capitale di ISIS, con il sogno di costruirsi una nuova vita in Europa.
Si è affidato agli smuggler (trafficanti di uomini): sin qui, il suo viaggio per la libertà gli è costato 8.000 dollari.

"Molte persone qui, anzi tutte le persone qui, hanno un sogno. Sogni diversi. Magari qualcuno vuole lavorare, qualcuno studiare o qualcuno semplicemente... vivere".

Idomeni, giorno cinque

Un gruppo di profughi siriani ha improvvisato una manifestazione in solidarietà della città di ?‎Aleppo?, della quale sono originari e colpita negli scorsi giorni dagli attacchi del vile e fascista ?Assad?.
Gli slogan sono "Aleppo is burning" e "save Aleppo".

Quando vi guardo

Quando vi guardo, non posso che tornare con il pensiero alla mia infanzia, di cui conservo un ricordo piacevole. E chiedermi cosa abbiate mai potuto fare, quali responsabilità vi possano essere mai attribuite per essere costretti a crescere così. Su questo binario, dentro quella scatola, in questo posto orrendo e nauseabondo . 
Ancora, domandarmi cosa potrà essere della vostra vita futura, di quanto questi giorni tracceranno una ferita insanabile nel vostro profondo e se, nonostante tutto il male del mondo, da adulti riuscirete comunque ad essere umani.