Sulle mie Debian non manca mai localepurge, un ottimo tool per mantenere pulito il sistema e rimuovere file non necessari.

Questo è uno script per recuperare lo spazio su disco sprecato per file locale, localizzazioni di Gnome/KDE e pagine di manuale localizzate non necessari. In base all’installazione, è possibile recuperare qualcosa come 200, 300 o più mega byte di spazio su disco dedicato alle localizzazioni che molto probabilmente non avrebbero nessun utilizzo. Sarà invocato automagicamente al termine di ogni processo di installazione di apt.

Notare che questo strumento è un trucco che *non* è integrato nel sistema di gestione dei pacchetti di Debian e perciò non è adatto ai deboli di cuore. Questo programma interferisce con la gestione dei pacchetti di Debian e provoca strani, ma di solito innocui, comportamenti nei programmi correlati ad apt/dpkg, come dpkg-repack, reportbug, ecc. La responsabilità e i possibili danni al sistema derivanti dal suo uso ricadono perciò nelle mani dell’amministratore di sistema (le vostre).

Ci si astenga categoricamente dal riportare uno qualsiasi di questi malfunzionamenti incolpando localepurge se il proprio sistema è stato danneggiato dal suo uso. Se non si sa quello che si sta facendo e non si possono risolvere autonomamente i danni derivanti dall’uso, allora semplicemente non si usi questo pacchetto.

Tuttavia, se lo utilizzate avrete sicuramente notato come venga lanciato ogni qualvolta andiamo compiere una qualsiasi operazione con i pacchetti di sistema (con apt-get e aptitude, ma anche con synaptic). Comportamento – almeno per quanto mi riguarda – fastidioso e dispendioso, ma che può ovviamente essere disabilitato.

Durante la sua installazione, infatti, localepurge crea il file /etc/apt/apt.conf.d/99-localepurge, che si occupa appunto dell’autostart ogni volta che viene compiuta un’operazione inerente apt. Il contenuto del file:

// Get rid of unneeded locale files after each package installation

DPkg
{
Post-Invoke {"if [ -x /usr/sbin/localepurge ] && [ $(ps w -p $PPID | grep -c remove) != 1 ]; then /usr/sbin/localepurge; else exit 0; fi";};
};

Ebbene – incredibile a dirsi :-) – per disabilitare l’autostart di localepurge è sufficiente commentare quelle quattro linee di codice (anteporre il carattere # alle linee 3-6). Viceversa, per ripristinarlo, togliere i commenti.

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