Anche come appunto personale, riporto qui un classico schema di un filesystem di un sistema GNU/Linux, basandomi grosso modo su quello utilizzato dalla mia Debian (altre distribuzioni potrebbero presentare piccole differenze).

Directory Descrizione
/ directory radice
/bin file eseguibili necessari al funzionamento del sistema e utilizzabili da tutti i suoi utenti
/boot file all’avvio del sistema, come il boot loader (in caso di Grub, /boot/grub) e il kernel
/dev file dei dispositivi (hard disk e loro partizioni, floppy, cd, dvd, schede audio, porte seriali, ecc.)
/etc file di configurazione del sistema e del software installato
/home file degli utenti (documenti, video, foto, soprattutto configurazioni personali); solitamente per ogni utente (e ad eccezione dell’utente root) è presente una sotto-directory con il suo stesso nome
/lib, /lib32 e /lib64 librerie utilizzate dal sistema e dal software installato
/lost+found eventuali file danneggiati (in seguito ad un arresto brusco del sistema, se trovati vengono spostati qui)
/media e /mnt punti di montaggio per dispositivi esterni (hard disk, floppy, cd, dvd, schede di memoria, chiavette usb, ecc) che contengono al loro interno un filesystem
/opt file non utilizzati dal sistema (directory obsoleta)
/proc informazioni relative ai processi in esecuzione sul sistema (è un filesystem virtuale)
/root file dell’utente root (come /home, ma riservato al solo utente /root)
/sbin file eseguibili necessari al funzionamento del sistema e utilizzabili solo dall’utente root
/tmp file temporanei (generalmente il suo contenuto è cancellato all’arresto/avvio del sistema)
/usr file che compongono il software installato nel sistema (da non confondere con /bin e /sbin, che contengono solo eseguibili dei vari software)
/var file dal contenuto variabile con grande frequenza, come i file di log

Note:

  1. la differenza tra /bin e /sbin è che il primo contiene eseguibili utilizzabili da tutti gli utenti, mentre il secondo contiene eseguibili utilizzabili solo dall’utente root;
  2. /media e /mnt svolgono la stessa funziona. Alcune distribuzioni hanno infatti solo una delle due, altre invece le mantengono entrambe. In quest’ultimo caso accade frequentemente che il sistema utilizzi /media per fare il montaggio automatico dei dispositivi, lasciando inutilizzata /mnt che è comoda invece per i montaggi manuali e/o “al volo” da parte dell’utente;
  3. come già spiegato, gli utenti generalmente hanno la propria cartella home in una sotto-directory di /home con lo stesso nome. Ad esempio, se l’utente si chiama “pippo” la sua home sarà /home/pippo. È da intendersi che non è obbligatorio che ogni utente abbia una propria home, visto che è possibile creare nuovi utenti senza questa. La cartella home dell’utente root è invece /root. La struttura di tutte (sotto-directory di /home e directory /root) è ovviamente la stessa;
  4. /opt continua ad esistere, nonostante sia una directory obsoleta, ovvero non più utilizzata dai sistemi GNU/Linux. Generalmente viene utilizzata come directory per installare quei programmi che richiedono un’installazione manuale da parte dell’utente (e quindi non installati come pacchetti tramite il proprio gestore dei pacchetti), così da poterli tenere “sott’occhio” con maggiore facilità (e senza sporcare il sistema).

Un buon approfondimento: http://bit.ly/hsgn6W

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