Le donne in LibiaPer l’ennesima volta Silvio ha chiesto al suo compagno di giochi Gheddafi di venire a insozzare un po’ l’Italia. La richiesta è stata accolta, nonostante il disgusto mio e – penso e spero – di tanti altri. D’altronde c’è anche chi è ben disposto a farsi “insozzare”: come riporta l’Ansa, un’agenzia (tale Hostessweb) ha ingaggiato (gettone di presenza di 70€, più una copia del Corano in omaggio) centinaia (si parla di 500 o di 1000) di ragazze come spettatrici per un convegno (ma – se ho capito bene – sono previste delle repliche) tenuto dal colonnello libico.

Sintesi estrema (per altro grosso modo diffusa delle agenzie): convertitevi all’Islam, l’Islam dovrebbe diventare le religione europea, sposate uomini libici. Non sono riportate le argomentazioni alla base di queste tre affermazioni, ma temo non ci siamo persi nulla di interessante; né posso sapere se sia più stupido comprarsi un pubblico compiacente o se vendere la propria dignità di donne e cittadine italiane e europee per miseri 70€. Mi rallegra che qualcuna, nonostante la maggioranza delle presenti, si sia allontana indignata.

Ha accennato anche alla condizione della donna nel mondo islamico. Lo aveva già fatto nel giugno del 2009, qualcuno lo ricorderà:

Per gli uomini le donne sono un pezzo di mobilio, lo cambiano in qualsiasi momento e nessuno chiede perché lo ha fatto, specie se hai i soldi e il petrolio. La donna è offesa al massimo, le è proibito guidare l’auto, la donna non ha neanche il diritto di sposarsi e di divorziare, è una situazione orrenda, che incita alla rivoluzione

Stando a quanto riportato La Repubblica, una ragazza ha invece riferito che ieri

Gheddafi ha più volte sottolineato che la donna è libera, anche in Libia, dove può accedere a qualsiasi professione

Ma, come per ogni altri cosa, le chiacchiere solitamente stanno a zero: come già rilevato da Human rights watch e da altri organismi internazionali non governativi, c’è una profonda discrepanza tra le dichiarazioni internazionali e la realtà interna al Paese.
A questo scopo, voglio riportare in questa sede alcuni documenti sul tema:

http://it.peacereporter.net/articolo/4844/Protette+o+nascoste
http://www.libreidee.org/2009/05/stupri-e-torture-migranti-al-massacro-in-libia
http://bennauro.blogspot.com/2006/03/la-violenza-contro-le-donne-in-libia-e.html
http://www.amnesty.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/840#972298
http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/cronaca/immigrati-6/reduci-pinar/reduci-pinar.html
http://www.storiemigranti.org/spip.php?article67
http://sottoosservazione.wordpress.com/2009/07/29/nigeriane-addestrate-nei-bordelli-di-tripoli-prima-di-arrivare-sui-marciapiedi-italiani
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/morire-nel-deserto/2119367

Poi, volendo, si può approfondire anche con una semplice ricerca su Google.
Resta, infine, da sperare solo che la visita duri poco, perché – come recita il proverbio – l’ospite è come il pesce: dopo tre giorni puzza. E Gheddafi è già alla sua quarta visita nel bel Paese.

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Isa Ph
(30/08/2010, 02:49)

ti dico solo che anche una mia amica, inserita nel giro delle agenzie di hostess e promoter, ha ricevuto tale offerta di lavoro in occasione della precedente visita di Gheddafi a Roma…

mentre lei ha rinunciato per dignità personale, tante si prestano a questo triste teatrino.

uno squallore.

Isa Ph
(30/08/2010, 02:51)

ma si sa quindi esattamente COSA dovrebbero fare queste 500/1000 ragazze? ovviamente oltre al convegno, mi viene da pensare ad altro.

tipo Gheddafi che se le sceglie e se le “porta via”.

ripeto: che squallore.

dan
(30/08/2010, 05:49)

Poco più che da noi, le donne nei paesi dove prevale la fede islamica soffrono effettivamente discriminazioni da “rivoluzione”; ma non esageriamo nelle semplificazioni. Nell’Iran di Ahmedinejad le donne guidano tranquillamente le auto ed è triste (e utile) ricordare che anche laggiù il tasso di occupazione femminile è più alto che da noi in Italia. A questo link: http://www.weforum.org/en/initiatives/gcp/Gender%20Gap/index.htm potrai osservare che il punteggio, in termini di discriminazione, che ci allontana da Cuba o dallo Sri Lanka è superiore a quello che ci avvicina all’Iran o alla Siria(!).
La maggior parte degli “islamici” di sesso maschile (cioè indonesiani, centroasiatici, mediorientali, nord e centroafricani…) è gente perbene, rispettosissima delle proprie controparti. Sul piano teologico, i testi sacri sono perlopiù gli stessi del nostro benamato cristianesimo.
Certo da noi non si lapidano le adultere(non con i sassi almeno), ma è uno specchietto per le allodole, quando il 51% della popolazione detiene meno del 10% del potere.
(Cmq presto pure quei terroristi si renderanno conto che spogliare la donna, sbattendola nuda in prima serata, allieta più che coprirle i capelli.)

Infine, ma questo è per me un problema di fondo, reputo che essere pagato 70€ per sentire parlare un dittatore (personaggio storico) sia dignitosissimo. Dignitosissimo poichè conosco chi sposta i suoi impegni all’ultimo minuto per arrotondare una mesata, per non farsi cancellare dalla rubrica dell’agente di casting; perchè tra studi, lavoretti e famiglia, una comparsata “ben” retribuita e poco faticosa diventa un minuscolo ma legittimo aiuto. Non ci vanno mica le borghesotte fighette ad applaudire un assassino. Ci va chi ha fame.

Mirko
(30/08/2010, 11:33)

Però attenzione a non prendere la possibilità di guidare come un indicatore circa i diritti femminili :-)

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