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Il complotto dei complottisti

Un'idea mi sono fatto: se davvero esiste un complotto, allora è il complottismo stesso. In altre parole: il complotto consisterebbe nell'indurre gli altri a credere che esistano complotti.

Partendo da scarsa istruzione e da impoverimento culturale, cioè dall'analfabetismo funzionale, mentre una massa di pecoroni (convinti che i pecoroni siano gli altri, quando loro sono ormai tutti uniformati nei loro deliri collettivi) corre dietro a scie chimiche, terremoti telecomandati, alieni mascherati da umani, set cinematografici per inscenare sbarchi lunari, organizzazioni massoniche che portano avanti piani per la conquista del mondo, i governi, la finanza, le multinazionali e altre organizzazioni varie (tutte con una cosa in comune: non hanno nulla di segreto e confermano essi stessi la propria esistenza) agiscono per smantellare diritti e servizi, ridistribuire la ricchezza verso l'alto, violare le norme che ne regolano poteri e ambiti di intervento.

Tutto alla luce del sole, ovviamente. Cosa abbastanza semplice, dal momento che buona parte degli altri è ipnotizzata davanti a questo o quel sito internet che affermerebbe di avere presunte prove circa l'esistenza delle sirene o del chupacabra. Rimanendo seduta dietro una scrivania, anziché scendendo in piazza. Contando che quelle rare volte in cui accade che effettivamente si riempia una piazza, accade perlopiù in opposizione a una non-dimostrata correlazione tra vaccini e autismo (per dirne una recente). Non certamente perché - come ampiamente e scientificamente dimostrato - il nostro e altri governi occidentali vendono illegalmente armi a altri governi che a loro volta le vendono a terroristi fondamentalisti, che poi le impiegano per questo o quell'attentato, portando infine proprio i governi di cui prima a dichiarare loro delle fantomatiche e mai intraprese guerre (per dirne un'altra recente).

C'è da aggiungere che - sempre nella mia opinione - il complottismo svolge a livello inconscio una funzione sociale e morale per le singole individualità: l'idea che esistano forze segrete, che operano piani segreti e tramite strumenti altrettanto segreti, la cui potenza non è umanamente contrastabile, pone ogni problema collettivo in termini di "fatalità" e "ineluttabilità", sollevando pertanto il singolo dal doversi impegnare per cambiare l'ordine delle cose (d'altronde, anche se lo volessi, come potrei contrastare una cosa che nemmeno posso vedere?). L'aspetto dell'assoluta segretezza del tutto rende infine non dimostrabile l'esistenza di questi complotti e di conseguenza (e viceversa) rende non dimostrabile anche la loro non-esistenza, sollevando (ancora) il singolo dal dover dimostrare la validità delle proprie teorie.

In termini definitivi: i complotti sono un bel modo per restarsene a farneticare dietro a un pc, senza peraltro doversi giustificare, né verso il resto della società, né tanto meno verso se stessi. Frattempo nel mondo reale ogni cosa continua a proseguire nella direzione di sempre.