Continuando, acconsenti all'uso dei cookie, ok?OkLeggi tutto
La settimana

La settimana XI

1) In Medio Oriente ci sono troppe armi
http://www.internazionale.it/video/2016/05/24/medio-oriente-troppe-armi

Video-intervista (dura circa 5 minuti) al professor Robert Springborg del King’s College di Londra a riguardo della quantità di armamenti presenti nel medio-Oriente e nel nord Africa, che ne fanno le regioni più militarizzate al mondo, anche in termini di spesa economica e relativamente ai bilanci dei vari stati.

2) Tutte le bugie delle foto di Instagram
http://www.wired.it/mobile/app/2015/09/18/bugie-foto-di-instagram

Le scelte editoriali contano, eccome. Come sarebbero molte delle foto postate su Instagram senza il taglio ad hoc che le decontestualizza, favorendo il dettaglio? Lo mostra una fotografa di Bangkok, Chompoo Baritone, che ha creato una serie di immagini per spiegare con ironia la selezione che c’è dietro ad ogni scatto pubblicato

3) Sono stato tre anni detenuto in isolamento e vi dico che è tortura
http://www.internazionale.it/video/2016/05/16/isolamento-tortura

Altra video-intervista pubblicata da Internazionale, questa volta a Johnny Perez, che è stato detenuto per tre anni in regime di isolamento. L'ex carcerato ricostruisce la sua esperienza umana per spiegare perché le moderne pratiche di detenzione - specie l'isolamento - non sono utili alla rieducazione e al reinserimento sociale dei detenuti, ma che al contrario sono assolutamente nocive in questo senso.

4) Still The Most Shocking Second A Day

Video prodotto dall'agenzia Don't panic per la compagna di Save the children sul dramma dei migranti. Mostra il time-lapse di una bambina britannica che dalla normalità di una “vita occidentale” passa ad un improvviso stato di guerra. Ne era stato prodotto un precedente nel 2014 (che trovate qui e che ha raggiunto 54 milioni di visualizzazioni) ed entrambi sono finalizzati a raccogliere donazioni.

5) Ricordando la strage di Capaci faccia a faccia con Salvatore Borsellino
http://www.tpi.it/mondo/italia/strage-capaci-falcone-borsellino-intrevista-fratello-salvatore-borsellino

Giulio Gambino ha incontrato il fratello di Paolo Borsellino, il giudice anti-Mafia ammazzato a luglio del 1992, e gli ha chiesto a che punto è la la lotta a Cosa Nostra

La settimana

La settimana X

1) Pestati e uccisi: così la Turchia accoglie i siriani in fuga
http://ilmanifesto.info/pestati-e-uccisi-cosi-la-turchia-accoglie-i-siriani-in-fuga

Dall’agosto 2015 le frontiere sono ufficialmente chiuse e chi riesce ad entrare lo fa con l’aiuto di trafficanti di uomini o attraversando illegalmente il confine, a rischio della vita: «Mentre i funzionari turchi dicono di accogliere i rifugiati siriani con confini aperti e braccia aperte, le loro guardie di frontiera li uccidono e li picchiano – spiega Gerry Simpson, ricercatore di Hrw – Sparare a uomini, donne e bambini traumatizzati che scappano da un contesto di guerra è orrendo».

E se con una mano Bruxelles copre i crimini dell’alleato turco, dall’altra le forze della coalizione occidentale anti-Isis realizzano il sogno che il presidente turco Erdogan ha nel cassetto da un po’: una zona cuscinetto al confine con la Siria, ovviamente in territorio siriano, con cui tenere alla larga i rifugiati e allo stesso tempo isolare i kurdi di Rojava dal Kurdistan turco.

2) Welcome to Italy
http://www.internazionale.it/video/2016/05/12/hotspot-le-impronte-dei-migranti

Reportage video di Valeria Brigida e Mario Poeta sugli hotspot.

Nati in Italia e in Grecia su pressione di Bruxelles, gli hotspot sono luoghi di detenzione dove la polizia locale insieme a funzionari delle agenzie europee (Europol, Eurojust, Frontex, Easo) ha il compito di trattenere i migranti appena sbarcati per identificarli attraverso il prelievo, anche con l’uso della forza, delle impronte digitali. Gli hotspot dovrebbero servire anche a distinguere e “smistare” i richiedenti asilo dai migranti economici. Al momento in Italia sono cinque: Lampedusa, Pozzallo, Trapani, Porto Empedocle e Taranto.

3) Bufale, ecco perché sono redditizie. E pericolose
http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/05/06/bufale-ecco-perche-sono-redditizie-e-pericolose/2697453

Scrivere e diffondere bufale è redditizio: costi di produzione estremamente bassi ed elevata diffusione dei contenuti permettono discreti profitti grazie ai classici banner pubblicitari.

C’è però un’altra spiegazione. Alcuni siti sono notoriamente legati, più o meno direttamente, a forze politiche che traggono vantaggio nel porsi come alternativa al “sistema delle lobby”. Ma è spesso un’illusione.

4) In Libia cresce un sentimento anti-italiano sui social-network
http://www.tpi.it/mondo/libia/in-libia-cresce-un-sentimento-anti-italiano-sui-social-network

Molto semplicemente, in Libia, soprattutto grazie ai social network, sta circolando una falsa citazione della ministro Pinotti, che sta facendo montare una protesta contro l'Italia.

Giungono da Twitter e Facebook foto con bandiere italiane date alle fiamme e invettive che paragonano l'impegno per la stabilizzazione del paese a nuove imprese di memoria fascista.

5) Un giorno nell’inferno di Aleppo
http://www.internazionale.it/notizie/2016/05/02/aleppo-bombardamenti-foto

Foto reportage da Aleppo, successivamente agli ultimi bombardamenti della città siriana.


Vi lascio con questa vignetta. Ad oggi sono 440 bambini palestinesi detenuti da Israele in regime di detenzione amministrativa (senza accuse, né processo). E il numero più alto dal 2008.

La settimana

La settimana IX

1) L’Europa tiene in ostaggio i profughi a Idomeni
http://www.internazionale.it/reportage/2016/05/06/idomeni-profughi-grecia

Un preciso e approfondito sul campo profughi di Idomeni, comprensivo di foto. Da leggere, assolutamente.

Idomeni è il più grande campo profughi della Grecia, “la Dachau dei nostri giorni”l’ha definita il ministro dell’interno greco Panagiotis Kouroublis. Una distesa di tende lungo la ferrovia al confine con la Macedonia. Dove prima c’era un valico per accedere alla rotta balcanica verso l’Europa occidentale, ora c’è una recinzione pattugliata dai militari; metri e metri di filo spinato.

Da questa parte del confine da circa due mesi vivono accampate dodicimila persone, il 40 per cento di loro sono bambini. Tra gli abitanti del campo ci sono circa seicento donne incinte, secondo Medici senza frontiere. Molte viaggiano da sole con i figli. I mariti sono partiti prima di loro per raggiungere l’Europa, con la promessa di ricorrere ai ricongiungimenti familiari, poi sono rimasti intrappolati nelle maglie della burocrazia europea.

2) Radio Mamoste - teaser

3) 15 Years Fortress Europe
http://15years.morizbuesing.com
Mappa interattiva dei migranti e dei rifugiati morti sulla strada per l'Europa o nel tentativo di rimanere in Europa. A cura di themigrantsfiles.com e UNITED.

4) Kurdistan, da nazione a utopia
http://www.rainews.it/ran24/speciali/2016/kurdistan-da-nazione-a-utopia
Uno speciale sul Kurdistan prodotto da Rai News, molto ricco e nutrito, probabilmente il migliore che io abbia letto per tutti coloro che vogliono approcciarsi a questo argomento.
Tratta la questione con diversi approcci: geo-politico prima, storico poi, socio-politico infine, distinguendo sempre tra le varie regioni curde.
Include una galleria fotografica particolarmente curata e diverse interviste.

La settimana

La settimana VIII

1) Vik è ancora a Gaza
http://ilmanifesto.info/vik-e-ancora-a-gaza

Cinque anni fa l’attivista e blogger italiano Vittorio Arrigoni veniva sequestrato e assassinato da sedicente una cellula salafita. Gaza non lo dimentica

2) Oltre il mito: Bernie Sanders e gli F-35
https://medium.com/@ValerioMoggia/oltre-il-mito-bernie-sanders-e-gli-f-35-cc8aca752dad

L'articolo di Valerio Moggia, amico e redattore ai tempi di Die Brucke.

Le cose che non si dicono del candidato alla presidenza degli Stati Uniti più amato d’Europa

?3) Altro che Panama, il vero paradiso fiscale è l’Europa
http://www.eunews.it/2016/04/08/altro-che-panama-il-vero-paradiso-fiscale-e-leuropa/55223

L’evasione fiscale costa agli Stati europei un trilione di euro anno, eppure si continua a tagliare la spesa sociale. Il disegno ormai è chiaro: evasione fiscale per gli ultra-ricchi, austerità fiscale per tutti gli altri

4) Zerocalcare alla lavagna
http://www.internazionale.it/festival/video/2015/11/10/zerocalcare-intervista

Video intervista di 12 minuti.

I fumetti, l’armadillo, il dolore, l’amore, il blog, i reportage. Zerocalcare si racconta e spiega come nascono i suoi lavori, intervistato al festival di Internazionale

5) L'imbarazzante silenzio dei governi occidentali sul caso Regeni
http://www.tpi.it/mondo/egitto/silenzio-governi-occidentali-hollande-regeni

A oltre due mesi dal ritrovamento del corpo di Giulio, diversi paesi europei continuano a fare affari con il Cairo nella quasi più totale indifferenza

Chiudo con questa brillante vignetta, che fa riferimento a questa notizia. La Germania processerà il comico Jan Boehmermann per aver composto una poesia satirica contro il presidente della Turchia, Erdogan.

 

La settimana

La settimana VII

1) Condanne a morte ed esecuzioni nel 2015
Qui trovate l'interessante rapporto di Amnesty International, mentre qui c'è un'analisi del Post Internazionale.

Questo è invece un grafico interattivo: vi basta passarci sopra il mouse per visualizzare i dati.

Era dal 1989 che non veniva emesso un numero così alto di condanne a morte come nel 2015. Lo rivela il nuovo rapporto di Amnesty International sulla pena di morte, pubblicato il 6 aprile 2016. “Il 2015 è stato l’anno degli estremi: da un lato il più alto numero di esecuzioni in 25 anni, dall’altro per la prima volta il numero dei paesi abolizionisti supera quota cento”

Nel 2015 sono stati tre i paesi che da soli hanno eseguito quasi il 90 per cento delle pene capitali: l’Iran, il Pakistan e l’Arabia Saudita, rispettivamente 977, 326 e 158. Negli Stati Uniti sono state 28 le condanne a morte.  

2) Vado a lavorare in un campo profughi, Katsika
http://www.distantisaluti.com/vado-a-lavorare-in-un-campo-profughi-katsika
L'iniziativa di Giovanni Fontana, che questa settimana partirà per il campo profughi di  Katsika, in Grecia.

3) Criticare l’occupazione israeliana non vuol dire essere antisemita
http://www.internazionale.it/opinione/rami-khouri/2016/04/07/occupazione-israeliana-antisemitismo

L’antisionismo è un antisemitismo mascherato? Quand’è che la critica verso Israele diventa intolleranza? Criticare lo stato ebraico equivale a criticare gli ebrei?
Lasciando da parte il fatto che le domande si concentrano sui sentimenti israeliani invece di cercare un punto di vista equidistante tra le diverse posizioni, mi sembra comunque un fatto notevole perché, negli annali del conflitto israelopalestinese e più in generale araboisraeliano, la critica aperta e decisa delle azioni d’Israele contro i palestinesi è diventata una questione molto delicata e le contromisure adottate, pilotate da Israele, sono state usate per minimizzare tali critiche.

4) Raccontare la guerra da freelance
Il video, prodotto per l'International journalism festival, racconta cosa significhi essere un freelance in zone di conflitto. Dura circa un'oretta e mezza ed è in italiano.

5) I corridoi umanitari modello per l’Europa
http://ilmanifesto.info/i-corridoi-umanitari-modello-per-leuropa

Lo stesso giorno in cui in Grecia cominciano i rimpatri forzati dei migranti verso la Turchia, a Roma tre organizzazioni religiose, Comunità Sant’Egidio, la Federazione delle Chiese Evangeliche e la Tavola Valdese, mostrano un’altra faccia dell’Europa, quella di chi alla repressione e alla esternalizzazione delle frontiere in un paese che non garantisce il rispetto dei diritto umani preferisce mostrarsi solidale e capace di strappare davvero i migranti alle organizzazioni criminali

La settimana

La settimana VI

1) Questa notizia è clamorosa (ma falsa): è la bufala bellezza
http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2015-04-25/e-bufala-bellezza-183754.shtml

Quello che rimane, alla fine della fiera, è un circolo vizioso: la perdita di credibilità e autorevolezza dei media tradizionali rende sempre più persone sensibili ai richiami della cosiddetta “controinformazione” e dei siti internet che promettono di raccontare “quello che gli altri non dicono”; il meccanismo autogratificante della condivisione dei contenuti sui social network e la paranoia complottista amplificano la diffusione delle bufale pubblicate da questi siti; queste bufale a loro volta diventano leggende metropolitane, oppure vengono rilanciate da un vicepresidente del Senato e diventano mainstream; i media tradizionali affrontano questa nuova concorrenza con l'acqua alla gola e per tentare di tenere il passo indeboliscono – invece che rafforzare – controlli, verifiche, attenzione, sobrietà, scetticismo; il tutto fa allargare la realtà parallela fino a farla diventare l'unica realtà, il panorama invisibile, come l'acqua dei pesci rossi di David Foster Wallace. Siccome il mondo in cui viviamo non ci piace, abbiamo deciso di inventarcene uno peggiore

2) Qualche dettaglio sulla Striscia di Gaza e Israele che è sfuggito a Salvini
http://www.ilprimatonazionale.it/politica/striscia-gaza-israele-salvini-42687

Quella dell’uomo che viene imprigionato in una stanza e urla “vi siete chiusi fuori”, lasciando intendere che i prigionieri siano tutti gli altri, è un’usurata gag comica. Sembrava invece serio, Matteo Salvini, quando, nel corso della sua visita in Israele, si è fatto una foto davanti al famoso muro e ha scritto la seguente didascalia: “Al confine con la striscia di Gaza, con 30mila soldati di Hamas (finanziati da chi?) che tengono in ostaggio milioni di persone”

3) Ho 30 anni, sono sottopagata e frustrata ma la mia vita su Instagram deve sembrare il contrario
http://www.tpi.it/mondo/stati-uniti/cortometraggi-samantha-jayne-millennials
Sono 4 video in lingua realizzati da Samantha Jayne, una art director freelance. Ve lo premetto: sono particolarmente inquietanti. Ma questo proprio perché estremamente efficaci:

Come ci si sente a essere un millennial, ossia appartenere a quella categoria di persone nate dopo gli anni Ottanta che oggi hanno dai 30 anni in su? Come ci si sente a vestire i panni di giovani adulti stritolati da un mercato del lavoro spietato, spesso subordinato, sottopagato, o nella maggior parte dei casi non retribuito e non qualificato? E se a tutto ciò si aggiunge la smania sempre più diffusa di dover a tutti i costi apparire perfetti, con una vita perfetta, sui social media?

4) Vignetta di Mauro Biani per Il Manifesto
Fa riferimento all'accordo tra Unione europea e Turchia che delega proprio a quest'ultima la proprio gestione del diritto all'asilo 

La settimana

La settimana V

1) Come sarebbe il mondo se fosse abitato solo da 100 persone
http://www.tpi.it/mondo/stati-uniti/mondo-abitato-solo-da-100-persone

Come sarebbe il mondo, se lo abitassero solo 100 persone, e queste riflettessero le statistiche che valgono per i circa 7 miliardi di individui che lo popolano realmente? Per esempio, una persona controllerebbe il 50 per cento del denaro di tutti e cento gli individui, 15 persone sarebbero malnutrite e 13 non avrebbe accesso all’acqua potabile. Utilizzando i dati del CIA World Factbook, il sito GOOD ha prodotto un video per illustrare le diseguaglianze del mondo in modo semplice, riducendo a 100 persone il numero di abitanti del pianeta.

2) Addio alla gioventù in Egitto
http://www.internazionale.it/opinione/ahmed-nagi/2016/03/25/addio-alla-gioventu-in-egitto
L'articolo dello scrittore e blogger egiziano Ahmed Nagi, incarcerato al Cairo per oltraggio al pudore.

3) I jihadisti sono in crisi in Medio Oriente
http://www.internazionale.it/opinione/bernard-guetta/2016/03/25/mosul-palmira-stato-islamico

In questo momento non arrivano solo brutte notizie. Il gruppo Stato islamico, l’organizzazione che ha pianificato gli attentati di Parigi e Bruxelles, è sotto attacco in due delle sue roccaforti, Mosul in Iraq e Palmira in Siria.

(nota: l'articolo è di qualche giorno fa, nel frattempo Palmira è stata liberata. Ma offre una prospettiva più ampia sullo stato attuale delle cose in Siria)


Per concludere una vignetta, della quale non sono riuscito a rintracciare il nome dell'autore. Molto significativa.

La settimana

La settimana IV

1) Isis. Quando il terrore seduce le classi medie
http://www.vita.it/it/article/2016/03/03/isis-quando-il-terrore-seduce-le-classi-medie/138435
Un articolo (fatto davvero, ma davvero bene) che traccia un interessante profilo dei nuovi jihadisti europei. Uno stralcio:

Prima che iniziasse la guerra civile siriana nel 2011, i giovani jihadisti raramente appartenevano al ceto medio. [...] Oggi la stima dei giovani europei che sono passati in Siria per prestare la propria opera alla jihad si aggira attorno ai 4000.
La sezione antiterrorismo dell’FBI e le agenzie di intelligence più avvedute hanno da tempo capito che cercare di individuare nuovi affiliati servendosi esclusivamente del pattern del terrorista cresciuto in un contesto di scarsa integrazione e disagio è fuorviante. Il nuovo terrorista è generalmente europeo di terza generazione, proviene da una classe media o agiata e ha un buon titolo – in alcuni casi un ottimo titolo – di studio conseguito in università britanniche o francesi e, cosa non facile da accettare per molti, senza nemmeno i rudimenti di qualsiasi religione.

2) Bambini dalla luna
http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2016/03/01/bambini-dalla-luna
Contro gli uteri in affitto, l'adozione di orfani. Una riflessione di Alessandro Giglioli che parte dalla sua esperienza personale.

3) Tutta la vita dalla parte di chi sfonda i muri
http://www.left.it/2016/03/01/tutta-la-vita-dalla-parte-di-chi-sfonda-i-muri/

L’altro è un giovane uomo africano e il suo sorriso : «Alla polizia che mi chiedeva il permesso di soggiorno ho detto: quando sono nato non sono uscito dalla pancia di mia madre con i documenti. Ho diritto di vivere dove desidero, sono cittadino del mondo», ha detto a Yann.

4) Un rom in viaggio da Gaza a Gerusalemme
http://www.internazionale.it/opinione/valeriu-nicolae/2016/02/29/rom-gaza-gerusalemme

Ho passato qualche giorno in Israele e nella Striscia di Gaza e ho l’impressione che una parte di me sia morta. Me ne accorgo mentre mi perquisiscono. Non riesco a sentire nulla. Le voci che ho nella testa rimangono in silenzio. Non ho voglia di scherzare. Ho visto troppi ragazzi che sognavano di massacrarsi a vicenda. Hebron è stata un’esperienza dolorosa. Ho visto bambini di 8-9 anni minacciati con il fucile mentre andavano a scuola.

La settimana

La settimana III

1) Lettera ai romani da L'Aquila: Bertolaso, non ti vergogni neanche un po'?
http://www.3e32.org/?p=8834
Guido Bertolaso potrebbe essere e quasi sicuramente sarà uno dei candidati sindaco di Roma. Questo articolo ricostruisce, sinteticamente ma esaustivamente, il suo operato relativamente al terremoto de L'Aquila.

2) C'era una volta Teheran
http://www.tpi.it/mondo/iran/cera-una-volta-teheran-iran

L'Iran prima della Rivoluzione islamica del 1979 era un paese diverso da oggi. Era laico, filo-occidentale e permise per lungo tempo una certa libertà culturale. Negli anni Sessanta e Settanta, in fatto di abbigliamento le donne mostravano un approccio moderno e si vestivano come le loro coetanee occidentali

3) L'app che consente agli iraniani di identificare i posti di blocco della polizia religiosa
http://www.tpi.it/mondo/iran/app-iran-contro-polizia-morale

Si chiama Gershad la nuova applicazione per smartphone messa a punto da un gruppo di sviluppatori iraniani con lo scopo di aiutare gli utenti a identificare e quindi evitare i posti di blocco della polizia religiosa in Iran.

4) FBI-Apple: la battaglia sulla crittografia. E perché Apple ha ragione
http://www.valigiablu.it/fbi-apple-iphone-terrorismo
Spiegazione breve: l'FBI pretende che la Apple le garantisca l'accesso completo all'iPhone di un attentatore, inclusi i file cifrati, e che quindi sviluppi appositamente un software utile a questo compito.
Questa richiesta ha ovviamente dato origine a un complesso dibattito pubblico, che verte essenzialmente intorno a due domande: chi o cosa ci garantisce che i nostri dati privati possano realmente restare come tali? E soprattutto, se mai dovesse essere sviluppato un software di questo tipo, chi ne garantisce il corretto uso da parte di governi e forze di sicurezza?

Una vignetta trovata sul web:

La settimana

La settimana II

1) Otto mappe per capire il medio Oriente
http://www.tpi.it/mondo/africa-e-medio-oriente/medio-oriente-mappe
Otto mappe molto utili per la comprensione di alcune dinamiche del medio Oriente. Peccato per la scarsa risoluzione

2) Educazione sessuale a scuola: come funziona in Europa e perché in Italia è tabù
http://www.valigiablu.it/educazione-sessuale-scuole

Gli esperti hanno affermato in numerosi studi e rapporti che un’educazione sessuale insufficiente porta ad un aumento del tasso di gravidanze in età adolescenziale e a una maggiore quantità di persone che soffrono di AIDS e malattie sessualmente trasmissibili». Per questo motivo «l'educazione sessuale dei giovani deve essere considerata come uno strumento appropriato per prevenire questi effetti negativi

3) Dell’Egitto. E di noi
http://www.internazionale.it/opinione/ida-dominijanni/2016/02/10/egitto-italia-giulio-regeni

Nella più completa insipienza della complessità dello scenario mediorientale, ci accontentiamo della logica secondo la quale “il nemico del mio nemico è mio amico”, una logica che in quella come in altre parti del mondo non ha mai prodotto nulla di buono, senza neanche chiederci se i nostri presunti amici siano, al fondo, assai simili ai nostri nemici. Ci si può fidare del terrorismo di stato di Al Sisi per combattere lo stato terrorista dell’Is? Si può continuare a pensare che le dittature possano fare da argine al fondamentalismo? Se in Italia esistesse un’opposizione, sarebbero buone domande da porre con una certa fermezza al governo

4) Turchia: un genocidio alle porte d'Europa
http://www.dinamopress.it/news/turchia-un-genocidio-alle-porte-deuropa
Reportage da Cizre (Turchia), città curda ancora sotto violento attacco da parte delle forze turche.

5) La devastazione in Siria: 470mila morti, la metà della popolazione è sfollata. I dati del Syrian Centre for Policy Research
http://www.huffingtonpost.it/2016/02/11/siria-guerra-syrian-centre_n_9206874.html
Resoconto sulla situazione della Siria, dal 2011 ad oggi, tra guerra civile, regime di Assad, avvento dell'Isis.