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Attualità

Non fate figli

Certo, quello riguardo la natalità resta uno dei più radicati assiomi culturali. E il peggiore, inoltre.

Guardiamo i dati scientifici:
1) il pianeta Terra va spedito verso il collasso: l'uomo consuma più risorse di quante ne siano prodotte. Oltre l'inquinamento sempre crescente, che peggiora le condizioni di vivibilità. Questo non esclude si possa invertire la rotta in un futuro prossimo, ma ad oggi non esiste ancora questo impegno;
2) l'industria alimentare basata sulla carne è la più dispendiosa per rapporto tra quantità di risorse impiegate e alimenti prodotti, e causa di malnutrizione. Anche ricorrendo esclusivamente a un'industria alimentare ottimale (basata su cereali e legumi), pur se migliorativa della situazione, non sarebbe ancora sufficiente. Ad ogni modo, infatti, una superficie limitata e finita (che tale è, anche ipotizzando irrealisticamente che tutta la superficie terrestre possa essere coltivabile), che ha a disposizione risorse limitate e finite, in prospettiva non potrà nutrire una popolazione che tende a crescere illimitatamente;
3) ci sono 132 milioni di bambini orfani in attesa di un'adozione. La stragrande maggioranza di loro non vedrà esaudito il proprio desiderio, anche perché si è comunemente convinti che un figlio adottivo sia qualitativamente inferiore a un figlio concepito, nonché motivo di minori soddisfazioni;
4) la crisi economica ha impoverito tutta la popolazione, colpendo particolarmente i più giovani, che anche a trent'anni non hanno un lavoro o ne hanno uno precario e in nero, non hanno nessuna garanzia o stabilità, in molti casi sono costretti a ricorrere alle economie dei genitori. In definitiva, che spesso non sono in grado di sostenere nemmeno se stessi.

Questi i dati scientifici. Aggiungiamo una deduzione altrettanto scientifica, particolarmente condivisa e non frutto di pessimismo, ma di mero realismo:
5) è presumibile che nei prossimi decenni le guerre avranno per oggetto non più oro e petrolio, bensì cibo e acqua.

A tutto questo, aggiungo infine un parere opinabilissimo:
6) non esiste nessuna crisi economica, che sarebbe attualmente in corso e che avrebbe fatto seguito a un precedente periodo di normalità. L'attuale situazione è piuttosto quella di normalità, mentre nel passato si aveva "drogato" l'economia e sostenuto spese pubbliche con cambiali e saldo dei costi a lunga scadenza. Dunque non ci sarà e non ci sarà mai nessuna presunta "ripresa dell'economia", piuttosto una stabilizzazione dell'attuale situazione.

Veniamo alle deduzioni.

Alla luce di quanto detto, un governo responsabile e dotato di buon senso dovrebbe fare soltanto una cosa: politiche (e anche pesanti) per disincentivare la natalità. Massimo un figlio per coppia e soltanto per le coppie che manifestano un desiderio autonomo e consapevole (specie a riguardo delle responsabilità che comporta). Sanzioni economiche per chi supera il limite imposto.
D'altronde significa evitare che persone che non sono in grado di sostenere nemmeno se stesse - come già detto - debbano occuparsi di sostenere un numero indeterminato di figli. Che non avranno un posto all'asilo, che non potranno usufruire di incentivi per gli studi, che non avranno cibo a sufficienza, che non troveranno lavoro e così via.
Con il rischio che il costo ricada facilmente sullo Stato e quindi sulla collettività.

Qui sta il punto di cui in premessa. L'evidenza di un assioma insuperabile.
L'idea che la procreazione sia un passaggio necessario e obbligato della propria vita (e in base a cosa?) e che peggio sia preferibile concepire più di un figlio (e perché?).
L'idea che avere un figlio sia un diritto, come quello alla maternità sia un diritto di ogni donna e un'esperienza che non si può negare a nessuna (anche se poi quel figlio dovrà essere sostenuto da tutta la collettività, peraltro non riuscendoci?).
L'idea che mettere al mondo un figlio senza potergli garantire un futuro dignitoso e soddisfacente  - che dipende dal contesto ambientale già descritto, ma anche dalla capacità e dalla volontà dei genitori di essere tali - sia sempre meglio che negargli di venire al mondo (e non suona come un'assurdità?).

Le possibilità e gli strumenti della politica si scontrano rovinosamente contro questo assioma. Non solo la politica non agisce per disincentivare la natalità - come dovrebbe . Peggio, la destra e anche una buona parte della sinistra continuano ad incentivarla in ogni modo, arrivando persino a proporre la procreazione scriteriata e incontrollata come una soluzione ai problemi della nostra società. Una proposta che magari va a contrapporsi all'introduzione di percorsi utili per un'educazione sessuale. Producendo potenzialmente una futura catastrofe sociale.

Questo accade perché l'esistenza di quell'assioma permette in questo senso di ottenere un facile consenso elettorale. Peraltro realizzando soluzioni inadeguate: giusto per fare un esempio qualsiasi, è misurabile l'inefficacia di un "bonus bebè" (di uno o due migliaia di euro), che viene politicamente preferito a un'adeguata offerta di servizi per neonati. Ma chi lo propone si vedrà probabilmente coprire di scroscianti applausi.
Controprova ne è il fatto che chiunque abbia proposto o applicato politiche per disincentivare la natalità sia stato politicamente lapidato.

Il titolo è chiaramente una provocazione: se volete farne, fateli, ragionando però intorno a una vostra scelta e non su invito di terzi o come una possibile soluzione a presunti problemi (no, un figlio non è una soluzione a nessun problema). A prescindere, non lo negherei nemmeno a me stesso.
Ma quel titolo dovrebbe essere il messaggio veicolato dalle autorità, nel momento in cui il loro compito dovrebbe essere quello di garantire una sostenibilità sociale e dignitose condizioni di vita per tutta la popolazione (sia quella nascitura, sia quella già vivente), non di dare seguito e assecondare ogni desiderio che arriva dalla pancia dei cittadini.