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La settimana

La settimana XVIII

1) La scottante verità di Ilaria Alpi
https://ilmanifesto.it/la-scottante-verita-di-ilaria-alpi

La docufiction «Ilaria Alpi – L’ultimo viaggio» (visibile sul sito di Rai Tre) getta luce, soprattutto grazie a prove scoperte dal giornalista Luigi Grimaldi, sull’omicidio della giornalista e del suo operatore Miran Hrovatin il 20 marzo 1994 a Mogadiscio. Furono assassinati, in un agguato organizzato dalla Cia con l’aiuto di Gladio e servizi segreti italiani, perché avevano scoperto un traffico di armi gestito dalla Cia attraverso la flotta della società Schifco, donata dalla Cooperazione italiana alla Somalia ufficialmente per la pesca.

2) Marion, la clown senza frontiere che porta una risata ai bambini rifugiati
http://www.globalist.it/world/articolo/211670/marion-la-clown-senza-frontiere-che-porta-una-risata-ai-bambini-rifugiati.html

La missione dei Clowns without borders è offrire gioia e divertimento per alleviare le sofferenze di tutte le persone, e in particolare dei bambini, che vivono in aree di crisi, compresi campi profughi, zone di conflitto e territori in situazione di emergenza. Basata in Spagna, l’organizzazione ha 14 sezioni in tutto il mondo: Australia, Austria, Belgio, Brasile, Canada, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Spagna, Svezia, Sudafrica, Regno Unito, Stati Uniti. “Vogliamo farli ridere, vogliamo  che siano i nostri bambini, anche se solo per un’ora o due. Lavoriamo su quel livello, siamo innocenti, proprio come loro”.

3) Dentro il mattatoio di Assad, tra stupro come tecnica di tortura e medici carnefici
http://www.tpi.it/mondo/siria/mattatoio-assad-stupro-tortura-medici-carnefici

Secondo il Syrian Network for Human rights il 99 per cento delle vittime di tortura in Siria sarebbe caduto per mano delle forze del regime, mentre lo 0,36 per cento per cento per mano dei gruppi estremisti. Nel World Report 2017 (events of 2016) l’ong Humar Rights Watch denuncia oltre 12mila vittime uccise sotto tortura tra marzo 2011 e giugno 2016.

4) Lavorare tanto, guadagnare zero: l’incubo di una generazione
http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/03/18/lavorare-tanto-guadagnare-zero-lincubo-di-una-generazione/3458410/

Siamo diventati anche noi dipendenti di aziende o, molto più spesso che in passato, liberi professionisti, free lance in ogni settore. Niente di più falso dunque che affermare che il lavoro sia finito. No il lavoro c’è, ma non è retribuito. Oggi le nostre giornate di lavoro sono lunghissime. Cominciano la mattina presto, finiscono tardi, quando finiamo di rispondere agli ultimi messaggi o sistemare le ultime cose. Nel frattempo si è moltiplicato il lavoro sui social media, strumento fondamentale per promuovere tutto ciò che facciamo. Così siamo sempre incastrati al telefono, andiamo a prendere i nostri figli parlando e organizzando incontri, cuciniamo scrivendo mail, e ancora a letto lavoriamo e lavoriamo.

5) L'attesa delle detenute minorenni condannate a morte in Iran
https://www.lensculture.com/sadegh-souri?modal=true&modal_type=project&modal_project_id=188688

La giustizia iraniana può condannare a morte una donna a partire dai 9 anni di età. L'esecuzione avviene comunque al compimento del diciottesimo anno di età. Il foto-reportage di Sadegh Souri, vincitore del Visual Storytelling Awards 2015, documenta le condizioni delle bambine e delle ragazze detenute nelle carceri iraniane in attesa della loro esecuzione capitale.